|

All'interno della Campagna per la chiusura del CIE (centri di identificazione ed espulsione per stranieri) sabato 24 marzo è stata organizzata una manifestazione che ha percorso le vie del centro di Barcellona del quartiere del Raval (quartiere che ospita la maggiore diversità culturale). Prima della manifestazione è stato letto il manifesto della campagna:
Ci sono un sacco di motivi. Chiudiamo i CIE
Durante gli ultimi giorni del 2011 e i primi del 2012 sono morti due migranti nei centri di detenzione (CIE) dello Stato spagnolo: Samba Martine nel CIE di Madrid e Idrissa Diallo in quello di Barcellona. L'opinione pubblica è stata toccata dalla vicenda e il governo si è visto costretto a compiere i suoi doveri legali, promettendo un regolamento per i CIE, un controllo giudiziario, un migliore trattamento e il rispetto dei diritti dei detenuti. Queste sono solo promesse e chiaramente insufficienti. Che rispetto per i propri diritti possono aspettarsi persone che sono detenute senza aver commesso alcun reato, per il semplice fatto di non avere i documenti in regola (che è solo un illecito amministrativo)? Per questo esigiamo come unica soluzione la chiusura immediata dei CIE.
I CIE, come previsto dalla legge sull'immigrazione, funzionano come prigioni nelle auali sono detenute per un massimo di 60 giorni persone che non hanno commesso alcun crimine, ma che si trovano in situazione amministrativa irregolare: la mancanza di documentazione legale per risiedere nello Stato. Le persone che sono state rinchiuse in un CIE sono o deportate o restituite alla strada con un provvedimento di espulsione che impedisce loro di regolare la loro situazione amministrativa e quindi senza accesso al lavoro. Le conseguenze causate dal solo fatto di essere imprigionato in un CIE sono impossibili da riportare qui: la sofferenza psicologica, sociale, emotiva, economica e familiare, senza aggiungere le conseguenze del maltrattamento o gli abusi all'interno dei centri. Denunciamo non solo i maltrattamenti che avvengono lì, ma l'intero sistema dei quali i CIE fanno parte.
Purtroppo abbiamo visto crescere, accanto al buco nero delle strutture di detenzione, altre pratiche di razzismo istituzionale: l'esistenza stessa della legge sugli stranieri, particolarmente dura in questi ultimi anni, le retate della polizia e le deportazioni forzate.
Ci sono tutte le ragioni per la chiusura dei CIE e quindi delle pratiche razziste istituzionali che li supportano. Invitiamo tutte le persone, migranti e autoctone, a esprimere il loro disgusto verso questo sistema repressivo illegale e immorale.
Parità di diritti per tutti e tutte!
Campagna per la chiusura dei CIE
Immagini del concentramento e della successiva manifestazione:
Foto - Video1 - Video 2 |