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2 weekend di incontri, concerti, musica d´autore, ritmi dal mondo, spettacoli teatrali, danze etniche, artisti di strada, laboratori per bambini, mostre fotografiche, proiezioni cinematografiche, migliaia di visitatori e decine di associazioni partecipanti. Questo è stato il Fjestival delle Diversità 2011, ...e molto di più.
Nato nel 2002 per promuovere la libera espressione artistica e culturale e valorizzare la diversità in ogni campo, Il Fjestival delle Diversità è un evento annuale, originale e creativo pensato e voluto da Convergenza delle Culture. Ha in sé le caratteristiche per far convergere l’esperienza di tutti quei gruppi, associazioni, comunità e singoli individui che, pur occupandosi di tematiche apparentemente differenti, si riconoscono in principi comuni:
- l'affermazione dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani;
- il riconoscimento delle diversità personali e culturali come una ricchezza da valorizzare;
- l’affermazione della libertà di scelta in materia di idee e credenze;
- il rifiuto della violenza e il riconoscimento della nonviolenza come metodologia d’azione.
Quest'anno, oltre a Convergenza delle Culture, il Fjestival è stato organizzato da Spazio Baluardo, La Comunità per lo Sviluppo Umano, il centro umanista Sanpapiè, la rete Al Naturale e AceA Onlus.
Il risultato è stato addirittura al di sopra delle aspettative, non solo per affluenza di pubblico, associazioni e artisti (che si sono esibiti tutti a titolo gratuito), ma soprattutto per quell'atmosfera fatta di pace nei cuori, di forza negli intenti e di calda allegria che chiunque passasse di lì poteva respirare.
Dice Emanuela Cerveri, una delle organizzatrici: : “Ripensavo a quel giorno di 10 anni fa in cui quattro umaniste cocciute e sognatrici decisero che era giunto il momento di inventarsi un evento nuovo, qualcosa che non c’era ancora, che fosse includente, creativo, libero, fuori dagli schemi e che andasse con allegria in direzione opposta a questo sistema mostruoso e disumano.
Cercavamo qualcosa che avesse il sapore di un regalo, di un’azione disinteressata, di un momento ispirato, uno spazio protetto dove trattarsi bene e trattare bene, e che andasse verso la costruzione di quella nazione umana universale a cui aspiriamo.
Solo stamattina, a Fjestival concluso, assaporando quella sensazione di sfinimento misto a gioia che ormai conosciamo bene, credo di aver visto con nitidezza qual era l'immagine che mi aveva mosso allora, e che - in definitiva - è il senso e il valore aggiunto del Fjestival: "creare relazioni".
E quello che mi spingeva allora, è esattamente quello che mi muove oggi: discutere lo stabilito, superare limiti e costruire la realtà che amo: il Fjestival negli anni non è stato altro che l’espressione nel mondo di queste aspirazioni... per questo lo trovo decisamente in controtendenza rispetto al sistema attuale, e per questo lo sento come profondamente rivoluzionario. Il Fjestival infatti, non segue in nulla i valori del sistema, non è prestigioso, non arricchisce... la sua forza risiede evidentemente in altro. E nemmeno risiede nel senso del dovere, nello spirito di sacrificio o di abnegazione, non sta nei finanziamenti o nelle sponsorizzazioni e non sta nella volontà o capacità di pochi; insomma, la sua forza ha origine dalle relazioni che si creano grazie a quell'esperienza comune, ed è un vero banco di prova dove sperimentare, noi per primi, la ricchezza che nasce dalla diversità”
Gaspare Tararà
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